Competenze artistiche essenziali per approfondire una ricerca storico artistica.

Per raggiungere i miei risultati nella ricerca storica artistica rivolta alle opere e al pensiero di Leonardo da Vinci, mi sono avvalso anche delle competenze artistico pittoriche acquisite da autodidatta. Anche se da sempre prediligo l'arte grafica del disegno a matita o a penna non mi sono precluso la possibilità di provare a dipingere ad olio, a tempera, ad acquerello o ad acrilico.
In questo post ho deciso di pubblicare alcuni miei dipinti.
 

Presentato alla Pinacoteca Provinciale di Potenza in una mostra collettiva dal titolo A Berlino c’era un bucoaperta al pubblico dal 13 dicembre 2005 al 31 gennaio 2006.
L’opera, Traditi tra pietre”, ha ricevuto un premio consistente in una borsa di studio che gli è stato consegnato dal celebre critico d’arte Philippe Daverio. Benché il quadro mi sia stato richiesto da più persone non sono mai riuscito a venderlo, anche quando l'offerta diventava molto allettante. In molti mi accusano di aver copiato lo stile di Savador Dalì nel dipingere questo quadro. A tutti ho risposto dicendo che è vero. Credo che nell'arte come nella fisica nulla si crea, ma tutto si trasforma.

 

Magia Naturale, tecnica mista, tempera, acrilico china, matita, cera, bic ecc. su compensato lucido ricavato da un vecchio mobile Ikea. Bologna, aprile 2007. 
Giordano Bruno, nasce a Nola nel 1548. Amava le donne, la magia e la verità. 
I bambini si portano dentro una magia naturale… Che a poco a poco, crescendo…. Sono costretti a distruggere. E allora  cominciamo a pregare la Santissima Trinità e i Santi e la Madonna… Una grande Madonna azzurra con gli ori e gli  amori e gli incensi…. Dobbiamo imparare e respirare. Per riscoprire che…. Gli  alberi, le pietre…. Gli animali… E tutta la macchina della terra…. Hanno un respiro interno. Hanno un respiro interno  come noi… Hanno ossa vene carne come noi. Tratto dal film Giordano Bruno di Giuliano Montaldo del 1973. Interprete principale Gian Maria Volonté.

Due quadri in un solo cartone. Le due facce di una medaglia. Il ritratto del corpo e il ritratto dell'anima.

 

Presente Passato Futuro, acrilico su cartone 70x50cm. 2004. DAL 26 LUGLIO AL 14 SETTEMBRE 2008 ha partecipato ad una mostra itinerante nella Provincia di Potenza.

E' un triplice autoritratto. Cammino in un'unica direzione vestito diversamente. Primavera, estate, autunno e inverno. I vestiti autunnali sono gli stessi di quelli primaverili. Quando mi chiesero il titolo del quadro, ne ho buttati giù ironicamente diversi. Il tritrattole tre stagioni e passato presente e futuro. Questo dipinto è un esercizio in cui ho voluto giocare sul concetto di distanza lavorando molto sulla sezione aurea. L'autoritratto più vicino all'osservatore del quadro è quello più lontano dalla meta. Il primo è goffamente scoordinato ma ci vuole attenzione per capirlo. Ritorna la lingua che vola e compare un elefante a forma di nuvola.. Ritorno a citare Dalì. Un quadro buttato giù in mezza giornata, ricco di ripensamenti e di pennellate approssimate. E' il quadro che ha avuto più richieste, ma l'opera non è in vendita.

E' una “carovana di artisti” che attraversano i luoghi della loro ispirazione (sembra di per sé una specie di transumanza), ma ricordano assassini sulla scena del crimine. Si chiamano: Lucia Bonelli, Luca Caricato, Tina De Stefano, Michele Di Lecce, Anna Giordano, Silvio Giordano, Eleonora Grieco, Birgitt Gutt-Daraio, Gabriela Jantoniù, Pietro L’Annunziata, Antonio Masini, Patrizia Monacò, Michele Morelli, Antonio Passavanti, Marcello Samela, Michele Santarsiere, Manuela Telesca, e Teri Volini. Con le loro opere hanno rotto, deformato, colorato, cancellato, astratto concetti universali, senza chiedere mai il permesso per farlo. Solo un cedimento quasi inevitabile: la committenza. E per questo nelle opere di “LucaniArtwork” c’è questa 
terra e tutto il suo contrario, forse la sola interezza possibile. C’è realismo e magia, tradizione e contemporaneità, identità e confusione. C’è la pasta filata e quel sapore d’oriente, le vacche al pascolo, e le pale eoliche. Ci sono ritratti ironici e temerarie ricomposizioni, c’è la materia divinizzata, e l’avanguardia nell’organizzazione del lavoro. Ma ci sono anche le sottane, i fazzoletti e i corpetti delle contadine lucane, e le sottane, i fazzoletti e i corpetti delle contadine russe.
Sembra antropologia in movimento, che si rigenera e diventa moda, tendenza, e infine economia, impresa. 
È un movimento contagioso e interattivo. Ma “LucaniArtwork” è soprattutto un’esperienza, sopra quella di 18 artisti diversamente legati a questo difficile territorio. Oltre il mito dell’isola. 
Giornalista e Critico - Leo Amato.

Questo dipinto però nasconde un altro dipinto. Un giorno una gallerista mi chiese di mostrarle alcuni dei miei quadri per farmi partecipare ad una mostra collettiva che stava preparando. Non trovando nessun dipinto attinente la salutai cordialmente mentre mi preparavo a riordinare le mie opere. Nel riporre l'opera descritta qui sopra, mostrai involontariamente alla gallerista il retro del cartone. Questa mi fermò con gioia dicendomi di avere trovato un'opera che rispecchiava lo stile della sua galleria. Rinunciai a prestare il dipinto perché non lo ritenevo riuscito e per questo non lo avevo nemmeno firmato. Lo avevo dipinto in pochi minuti mentre ero in preda ad un'intesa riflessione che si risolse nella decisione di partire da Potenza per Bologna, presso dei miei carissimi amici. A volte la storia di un quadro può essere più banale di quanto si possa immaginare. Era l'8 dicembre 2004, presi il cartone di un vecchio dipinto che mi aveva impegnato per diversi giorni e per scacciare dalla mia mente dei pensieri c'ho buttato un po' di colore. Le due facce della medaglia. Un solo cartone e due opere diverse. Il valore che diamo alle opere è estremamente soggettivo e forse non è mai quello giusto.

il volto di un'anima Acrilico su cartone - 8 dicembre 2004. Potenza

La Mia Rosa, Parigi 2003. Acquerello sul retro di un cartone di birra "Adelscott".

La mia rosa si ispira alla rosa del Piccolo Principe 

Il tema della rosa è uno di quelli che più di tutti ho amato ripetere e reinterpretare. Questa rosa, nel suo contesto surreale, mi è stata ispirata dalle opere di Magritte. 

Galleggia nell'aria a differenza della ROSA CON RADICE che è piantata in terra. Sullo sfondo torna ad esserci Parigi.

Parigi per me è stata una grandissima fonte di ispirazione. Da lì cominciai a maturare la mia particolare interpretazione delle opere vinciane. Frequentare periodicamente il Museo del Louvre, d'Orsay e tantissimi altri posti stimolanti ha dato molta creatività alla mia tecnica di disegnatore e di pittore.

In quel periodo mi è mancata molto la possibilità di scolpire o di modellare.

La rosa viziata e bugiarda cerca solo attenzione. Lei è fragile e bella, e anche tra milioni di rose sarà sempre l'unica rosa dell'universo per il suo piccolo principe.

Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
"Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse.
" Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.
Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".
E le rose erano a disagio.
" Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei 
che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato 
lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" 

L'arte diceva Leonardo si divide in Visibile ed Invisibile

"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".
" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".
"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" 
" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

Tratto da "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry

Rosa Con Radice, Bologna 2006. Collezione Vaccaro. Acrilico su tela di 45 x 100cm.

 

Una rosa piantata a terra, sullo sfondo Parigi.

Dal 2006 al 2009 ho vissuto a Bologna e mi recavo spesso a Roma.

In questo periodo ho viaggiato moltissimo per presentare le mie ricerche.

Avendo poco tempo a disposizione ho dipinto pochi quadri ma ho fatto moltissimi disegni (studi anatomici e riproduzioni di particolari di diversi artisti).

La pittura a differenza del disegno mi porta a cambiare sempre stile e a cercare nuove soluzioni. La ritengo un'arte molto diversa dal disegno.

Mentre disegno o scolpisco provo delle emozioni molto simili. la pittura invece appartiene ad una dimensione personale che non riesco a gestire professionalmente.

Mi spiego meglio:

Diverse persone mi commissionano dei dipinti, ma non riesco a dipingere un soggetto se questo non ispira la mia fantasia.

Benché ami le opere di Leonardo da Vinci e del Caravaggio, nei miei dipinti non provo nemmeno ad imitare questi grandi maestri.

Riesco a ricopiarne le forme dei disegni ma, forse perché sono autodidatta, ho rinunciato a studiare la complessa stesura e composizione che questi artisti davano ai colori delle loro opere.

Ad influenzare i miei dipinti ci sono sicuramente altri artisti: MagritteDalì e Lautrec.

La pittura è un campo molto vasto. L'acrilico, l'olio e l'acquerello sono tre tipologie di colori diverse che danno vita a tre stili di pitture diverse.

Gli uomini da sempre si sono sentiti potenti come un dio ma allo stesso tempo hanno sempre cercato qualcosa di superiore a loro per chiedere aiuto. Un padre onnipotente, giusto e misericordioso.

Tutto è compiuto, olio su tela, 50 x 70cm, dicembre 2002.

Il costato non è ancora stato trafitto.

La bocca è leggermente aperta per lasciare intravedere i denti ed il dolore.

Guarda verso l'osservatore del quadro come se questo fosse il popolo ai piedi della croce o lo stesso padre suo.

Tutto è compiuto! Sembra che stia per gridarlo. 

Manca la croce perché mi sono volutamente lasciato ispirare da Dalì, ma manca anche la "quarta dimensione". Una forte luce si impatta sulla schiena del Cristo ma non ci è dato modo di vederla. E' come una quinta dimensione o quella dimensione che per noi uomini oltre ad essere invisibile è anche inimmaginabile.

L'iconografia classica ha sempre posto sulla testa del Redentore una corona di spine secca, dove le spine si mostravano lunghe e insidiose. La corona è sempre senza foglie forse per evocare la morte e sicuramente per mostrare il supplizio delle spine che entrano nella carne: Una corona ricca di foglie non avrebbe mostrato le spine.

Con una corona ricca di foglie vive e verdi ho voluto esaltare l'umiliazione morale a cui volevano sottoporlo oltre che mostrarne il dolore fisico. Una corona verde, vivace e allegra che nasconde il supplizio delle spine per ridicolizzare Gesù il Nazareno, Re dei Giudei.

Quelle spine vogliono emulare l'alloro degli imperatori, dei re. Al dolore delle spine ho preferito mostrare il vero ruolo della corona. Più che infliggere dolore al Cristo gli si voleva togliere l'autorevolezza della sua missione. La Marruca (Paliurus spina-christi) è la pianta che ho scelto di dipingere, simile all'alloro ma a causa delle sue spine è significativamente diversa da questa pianta. Per molti teologi era questa la vera pianta che venne utilizzata dai soldati che crocifissero il Cristo.

Le tre Valli, Olio su tela, Ottobre 2005. 48 x 25 cm. Collezione Pace. Il quadro mostra un campo di grano che si perde sull'orizzonte fino ad arrivare ad una valle, punto di incontro di due montagne verdi. Mi sono ispirato ad una zona nei pressi di Avigliano (PZ), precisamente presso una campagna di contrada Cascia. La prima valle quindi è quella lontana, sullo sfondo, la terza è la più vicina ed è data dalle pagine del libro che legge la fanciulla mentre, la seconda valle lascio a voi la fantasia di trovarla. Questo è l'ultimo dipinto ad olio che ho composto ed è un quadro di cui avevo quasi dimenticato l'esistenza. E' stato esposto per diversi anni in una banca privata. 

Muort, 1993 tecnica mista su cartoncino.

Quando si è adolescenti si pensa che tutta la propria energia sia inesauribile. La vita non tarda mai a metterti davanti alla cruda realtà. La Morte è un tema forte e sempre difficile da accettare e l'arte serve ad affrontare proprio queste tematiche. Lì dove la scienza non arriva a dare esustive spiegazioni subentrano gli artisti, i filosofi ed i teologi con le loro opere o dissertazioni. In maniera ironica e cinica realizzai questa illustrazione. Un essere umano scuoiato, con due ali nere, si strappa il cuore e lo strizza mentre lo solleva in alto. I vermi Continuano a mangiarlo. Quest'illustrazione, anche se visibilmente macabra, voleva essere la risposta alla paura della morte. Muort' che in potentino significa mortemortomorti ecc. pronunciato in questo dialetto acquista diverse accezioni, il più delle volte ironiche e dissacranti. Curiosità: Molti musicisti metal hanno chiesto di suonare con questa icona sulla batteria o mi hanno chiesto di aerografarla sul proprio strumento musicale.