Giovanni Freghieri, l'artista dell'incubo.

Giovanni Freghieri nasce a Piacenza il 28 gennaio del 1950.
A tre anni riceve uno scottante battesimo che lo consacra artista. Accidentalmente si rovescia addosso un pentolone di acqua bollente ed una volta in ospedale, per distrarre dal dolore un suo compagno di sventura, comincia a disegnare.

Cresce, va “a bottega” presso un fumettista professionista. Il giorno del suo ventesimo compleanno ritornando da Milano, scoraggiato e inzuppato fradicio di pioggia, trova il telegramma della convocazione ad un colloquio da Intrepido, Editrice Universo. Da lì in poi la sua carriera è in ascesa. Nel 1984 passa alla Bonelli per disegnare le storie di Bella e Bronco, personaggi nati dalla mente di Gino D‘Antonio.

La notorietà arriva con Martin Mystère per poi esplodere nel 1989 esordendo con Dylan Dog nel terzo speciale intitolato Orrore nero, fumetto tratto dal romanzo di Tiziano Sclavi: Dellamorte Dellamore da cui gireranno anche l’omonimo film. Il fumetto diventa lo storyboard del film che, anche per questo motivo, non deluderà le aspettative dei lettori di Dylan Dog, me compreso. La scelta della bellissima attrice Anna Falchi è stata sicuramente condizionata dalla sua matita. Il disegno è un’arte sublime, sotto il limite, infatti sotto ogni opera d‘arte  c’è il seme del disegno che può evolvere in dipinto o scultura o addirittura in prodotto cinematografico.

Lorenzo de’ Medici conservava gelosamente le bozze dei suoi artisti perché considerava l’arte un processo. È nei disegni preparatori che si nasconde l’essenza dell’opera finale.

Giovanni è stato anche fotografo, ed è per questo che nelle sue tavole rivedo la ricerca artistica classica che si perpetua tramite le innovazioni tecniche come quella della fotografia o del cinema. La stessa prospettiva del Brunellischi, conquista scientifica del Rinascimento, rinasce nelle sue opere contaminata da intuizioni contemporanee. Inquadrature dall’alto, dal basso, panoramiche a schiaffo, fuoco selettivo, piani americani, primi piani, primissimi piani e dettagli. Il disegnatore di fumetti dovrebbe avere tutte le competenze del fotografo di scena, del regista, del montatore e degli attori che con il loro linguaggio del corpo e le loro espressioni danno un senso compiuto alle scene. Giovanni è tutto questo, e lo è in maniera impeccabile. Nessun segno è lasciato al caso, tutto è pensato e celermente realizzato e come quand’era bambino il suo intento resta quello di distrarre il suo pubblico dal dolore, dalla vita.

L’arte è esigenza e l’esigenza di Giovanni Freghieri è di non deludere mai le aspettative dei suoi lettori.

Si rignraziano gli Ecnephias per il loro contributo musicale.

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