LORENZO QUINN'S - L'invisibile FORZA per la BIENNALE di VENEZIA

 Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Antoine De Saint Exupery con il suo “Il Piccolo Principe”, ci regala questo segreto tramandato da grandi maestri come Michelangelo Buonarroti che diceva: “Ho visto un angelo nel marmo ed ho scolpito fino a liberarlo”.

Lorenzo Quinn è un artista che tramite le sue opere ci mostra l'invisibile dei nostri giorni: fobie quotidiane, ambizioni, ricordi e sogni.

Quest'epoca gli ha dato la possibilità di plasmare nuove leghe che sfidano le leggi della fisica.

Realizza mani enormi su cui adagia dei corpi nudi in equilibrio sia fisico che psichico, tra pensiero cosciente e inconscio dei sogni. Altre mani che si accarezzano o si stringono nel precario gioco dell'equilibrio, altre giocano con reali auto d'epoca o con soldatini a grandezza naturale.

Quinn sostituisce il classico Atlante, nerboruto e fisicamente provato sotto il peso del globo, con una leggiadra fanciulla. La donna, al posto di possenti membra, utilizza un nastro per far volteggiare attorno al proprio baricentro il pesante mondo che ora appare più leggero. Le nostre ansie sono lì, in quel pianeta violento e greve ma che ora, sorretto da Madre Natura, ci appare più leggero.

L'invisibile di queste opere è l'equilibrio dei pesi e delle forze. La gravità, l'accelerazione centripeta e centrifuga, sono bilanciati dalla ragione e dalla grazia. É proprio partendo dalla ragione che dobbiamo assumere il nuovo assetto e la nuova forza per non avere più paura.

Luca Caricato.

Si tratta di braccia che misurano tra gli 8 e i 9 metri d’altezza che sostengono simbolicamente il palazzo. Mani che sono strumenti che possono tanto distruggere il mondo quanto salvarlo, e trasmettono un istintivo sentimento di nobiltà e grandezza in grado anche di generare inquietudine, poiché il gesto generoso di sostenere l’edificio ne evidenzia la fragilità» Venezia,11 maggio 2017.

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