Il moderno taccuino, gli antichi Codici Davinciani.

Acquerello su carta, autoritratto e studio de La Toilette di Henri de Toulouse-Lautrec1999.

L’esigenza di andare in giro con un quaderno su cui appuntare pensieri o le immagini inaspettate che ci si palesano all'improvviso, si va sempre di più perdendo perché, il classico taccuino tascabile è stato oramai sostituito dai diversi modelli di telefoni cellulari provvisti di touch screen per appuntare pensieri numeri di telefono ecc.., apparecchi fotografici capaci di fotografare e di filmare in alta definizione, microfoni per registrare voci o rumori e tantissimi gadget ancora. Nonostante anche io usufruisca di questi sempre più prodigiosi ritrovati tecnologici, ancora oggi non riesco a fare a meno del mio taccuino su cui scrivo appunti o disegno dei rapidi schizzi.

 

Leonardo amava annotare tutte le sue osservazioni nei suoi taccuini. Molti sono stati trovati e raccolti in diversi codici che oggi sono sparsi per il mondo. Annotava e disegnava, e a volte dipingeva pure su questi preziosi pezzi di carta. Paradossalmente la carta nel Rinascimento era molto più resistente della carta di cui usufruiamo noi oggi, anche per questo motivo buona parte dei suoi codici non sono andati perduti. Leonardo ebbe la felice idea di lasciare in eredità la maggior parte dei suoi scritti e disegni ad un’unica persona: il suo allievo Francesco Melzi. Tra i codici più noti ricordiamo: Il Codice Arundel, il Codice Atlantico, il Codice Trivulziano, il Codice sul volo degli uccelli, il Codice Ashburnham, il Codici dell'Istituto di Francia, i Codici Forster, il Codice Leicester, i Fogli di Windsor, i Codici di Madrid e forse tantissimi altri codici sono ancora da “scoprire”.

Per chi volesse saperne di più su questo argomento ricordo un’importante giornata di Studi che si è svolta il 21 giugno 2012 sui Manoscritti di Leonardo, a San Giorgio in Poggiale, Via Nazario sauro 20/2 Bologna realizzata grazie all'allora responsabile della Biblioteca d'Arte e Storia di San Giorgio in Poggiale presso Museo della Città, Luca Garai, studioso vinciano a cui va tutta la mia stima per la sua generosità e la sua cortese attenzione alle mie continue richieste di aiuto nella ricerca.

La consultazione dei manoscritti di Leonardo è sempre stata privilegio di pochi. A di là dell'immagine popolare del Genio fiorentino, il costo anche dei fac-simili è sempre stato proibitivo. Eppure essi sono lo strumento indispensabile per conoscere a fondo Leonardo. Per questo la Biblioteca di San Giorgio li ha acquistati ed ora li mette a disposizione del pubblico. Ma non solo, la Biblioteca mette a disposizione circa 160 libri su Leonardo provenienti dalla Biblioteca del più importante studioso Vinciano del XX secolo, Girolamo Calvi. I libri sono spesso ricchi di annotazioni a matita inedite del Calvi, che era anche un abile disegnatore. Ha aperto la giornata di studi sui manoscritti il Professor Fabio Roversi - Monaco. Presiede il Prof. Paolo Galluzzi, Direttore del Museo Galileo, che ha parlato della digitalizzazione del Codice Atlantico. È seguito l'intervento del Prof. Domenico Laurenza su una nuova edizione del Codice Leicester, e l'intervento del Prof. Carlo Vecce, dell'Università di Napoli, sul Libro di Pittura di Leonardo.

 

 

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